Babywearing

Che cos’è il babywearing?

Il babywearing, cioè letteralmente “indossare” il proprio bambino, è una rivisitazione moderna di una cosa antica come l’essere umano. I nostri bimbi sono fatti per stare a contatto con la mamma, hanno bisogno del suo calore e del suo odore per sentirsi tranquilli. Per migliaia di anni sicuramente i bimbi sono rimasti in braccio alle mamme, stretti a loro per evitare pericoli e poi per permettere lavori nei campi ecc. Poi è arrivata l’era moderna, i passeggini, prima un lusso e poi per tutti, e i bimbi sono stati allontanati dalle mamme con l’idea che già a pochi istanti di vita dovessero essere “autonomi”.

Ora un po’ si sta riscoprendo l’importanza del contatto con la mamma: nei bimbi prematuri si sono scoperti i benefici della canguro terapia, i bimbi appena nati vengono messi subito a contatto con la mamma per aiutare l’avvio dell’allattamento, si parla di benefici nel cosleeping (ne parlerò in un’altra post) e si moltiplicano i gruppi di babywearing su Facebook.

Questo è il mio modo di vedere la maternità e non penso sia la verità assoluta. Ogni mamma poi trova il modo che le è più consono per tranquillizzare il proprio bimbo e per dimostrargli il proprio amore, senza per forza dover scoprire questo mondo. Per me il “portare” è stato all’inizio una necessità (e lo è ancora!), ma è diventato anche un piacere. Un modo bellissimo per sentire vicino al cuore il proprio bimbo, per sentire il suo respiro regolarsi col tuo.

Ci sono moltissimi supporti diversi che si possono usare per portare il proprio bimbo. Qui ne trovate alcuni con le loro caratteristiche principali:

 

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